Agrigento, le Associazioni Femminili precisano e chiedono

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L’assessore alle Pari Opportunità chiarisca i passaggi per l’istituzione della Consulta delle Donne

altPubblichiamo di seguito  una nota inviata agli organi di stampa dalle  Associazioni Femminili di Agrigento ANDE, FIDAPA, CIAK-DONNA, MARIA CRISTINA, SOROPTIMIST.

“Dopo attenta riflessione sulle modalità di istituzione ed operative della Consulta Comunale delle Donne,  le Associazioni Femminili di Agrigento evidenziano la necessità di una discussione delle procedure in merito all’approvazione dello Statuto e all’elezione degli organismi dirigenti.
A tal proposito espongono quanto segue:

1. Le Consulte Femminili nascono come organo consultivo delle Amministrazioni Comunali e partecipativo – democratico per la valorizzazione del ruolo delle donne nella società al fine di favorire pari opportunità fra uomo e donna, garantire le libertà individuali proponendo soluzioni, anche innovative, per promuovere il ruolo della donna nella società.

2. In tal senso emerge il ruolo prioritario rivestito dall’Assessorato alle Pari Opportunità e dal suo Assessore, la qual cosa ci sembra fino ad ora non esserci stata.

3. Le Consulte Femminili si dotano di uno Statuto, che non può ritenersi, come avvenuto, approvato addirittura via Mail, poiché lo Statuto, discusso dalle componenti la Consulta, deve passare al vaglio del Consiglio Comunale, che lo approva con regolare delibera; solo allora si potrà e dovrà procedere alla elezione degli organi della Consulta, che comunque non può non tenere conto di un equilibrio della rappresentanza femminile che consenta una sana partecipazione democratica di tutte le componenti.

4. Ogni convocazione deve avvenire con regolare lettera che contenga luogo, giorno,ora e punti all’o.d.g. da trattare.

5. Quindi niente di ciò che si è discusso o votato nella ultima seduta della costituenda Consulta delle donne di Agrigento ha valore di legittimità.

Sentiamo il dovere oggi di denunciare quanto sopra perché abbiamo colto nelle poche riunioni (tre per l’esattezza, alle quali peraltro non hanno potuto partecipare tutte le associazioni femminili in quanto a molte non sono pervenute lettere, ma nemmeno e-mail di convocazione), una approssimazione, una eccessiva fretta ed un pizzico di arroganza che contraddicono lo spirito che dovrebbe animare le componenti la Consulta, atteggiamenti questi che non hanno mai fatto parte del lavoro operato dalle associazioni sul territorio.
Sono anni, infatti, che come Associazioni Femminili, siamo impegnate sul terreno di un profondo “scuotimento” delle coscienze sulle tematiche femminili, nel rispetto delle regole interne ed esterne; sono anni che facciamo “rete” al femminile senza smania di protagonismo, perché crediamo nel valore della complicità tra donne; ed è con questo spirito, alla luce delle competenze che da decenni caratterizzano il nostro percorso, che abbiamo accettato di partecipare alla costituzione della Consulta per offrire un contributo fattivo.
A fronte delle nostre perplessità, già espresse nelle poche sedute che credevamo dovessero servirci a chiarirci le idee ed a conoscerci meglio, invece che risposte chiarificatrici e atteggiamenti ampiamente collaborativi, abbiamo constatato un modo talmente “frettoloso e approssimativo” di operare, da convincerci ancor più della mancanza di legittimità della Consulta, come si andava delineando.
Chiediamo dunque che l’Assessora alle PP.OO. intervenga con un chiarimento che serva a definire i legittimi passaggi per l’istituzione della Consulta delle Donne, alla pari di ogni altra Consulta istituita sul territorio italiano.
Comunichiamo altresì che, fino a quel momento, ci asterremo dal partecipare a riunioni che non hanno alcuna valenza istituzionale”.

Le Presidenti delle Associazioni:
ANDE: Floriana Di Pietra
CIAK-DONNA: Angela Megna
FIDAPA: Giovanna Lauricella
MARIA CRISTINA: Marina Arnone
SOROPTIMIST: Rosa Celauro

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