Agrigento, i fulmini di Nino Amato illuminano la nuova Giunta

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L’ ex assessore ai Servizi Sociali molto polemico verso  Zambuto:”Non comprendiamo  di che colore è questa Giunta, né la portata di questa scelta per il bene di Agrigento”. Patrizia Pilato, altro assessore non riconfermato: “Non mi sento di fare alcuna dichiarazione”

Antonino Amato“Lavoreranno per il rilancio di Agrigento”. Così ha affermato Marco Zambuto nel presentare la sua nuova Giunta. Il sindaco di Agrigento, non nuovo in tema di cambiamenti di rotta politica e di rimpasti, ha marcato stavolta il suo transito nell’area del Pd di Matteo Renzi, sostituendo quattro degli assessori. Ha riconfermato Piero Luparello e Francesco Messina, suoi sostenitori, ed ha quindi proceduto alla nomina di Davide Lo Presti, ch’era stato già suo assessore in quota Cimino quand’era capogruppo del Pdl, e che ora è stato indicato dal consigliere comunale Andrea Cirino; quest’ultimo, dopo aver lasciato Voce Siciliana, si è dichiarato indipendente; altro assessore è il consigliere comunale Gerlando Gibilaro,prima militante dell’area Fli, poi eletto con Grande Sud e infine indipendente nel Girpa (Gruppo indipendente di responsabilità politico-amministrativa).

L’unica donna in giunta, Angela Galvano, capogruppo consiliare del Pd, sostiene Zambuto dal momento del suo passaggio a sostegno di Matteo Renzi ed appartiene all’area vicina a Giovanni Panepinto; infine Maurizio Masone, ex consigliere provinciale di Agrigento, da sempre militante di sinistra ed esponente del Partito democratico, che, seriamente impegnato su diversi fronti, attraverso il Centro culturale Pier Paolo Pasolini, ha stimolato dibattiti sui grandi temi che interessano la città, come il recupero e la valorizzazione del centro storico. Masone, che è stato proposto dal Circolo Berlinguer di Agrigento, sembra essere più vicino alle posizioni di Capodicasa e di Cuperlo: rappresenterebbe l’unica nota stonata all’interno di un gruppo di assessori in totale armonia con le nuove posizioni politiche di Zambuto, in vista del Congresso Pd dell’8 dicembre e dell’elezione del nuovo segretario nazionale del partito. La nuova Giunta sembra essere stata varata per tutt’altre ragioni che il rilancio della città, ma sembra piuttosto rispondere ad un’esigenza politica di Zambuto di presentarsi alle primarie con un bagaglio di voti più pesante, raccolto anche sul filo di lana, pur di ambire con maggiore sicurezza ad un ruolo di primo piano tra i renziani e ad un suo prosieguo di carriera con la candidatura alle Politiche (sempreché resti questa legge elettorale), o alle Europee. Singolare è che a questa spasmodica corsa ai consensi pro Renzi stiano chiedendo di partecipare, non senza patteggiarne un qualche genere di riscontro, molti di quei personaggi della politica locale che per varie ragioni erano rimasti senza punti di riferimento e che nulla mai hanno avuto a che vedere prima d’ora con il Partito democratico o con la Sinistra. Le “ricadute” a livello locale di tali nuove adesioni o di queste nuove intese potranno essere lette con più evidenza e chiarezza dal giorno successivo al Congresso. Intanto, le ripercussioni in Consiglio comunale della creazione di questa nuova Giunta potrebbero essere determinate dalle dimissioni degli attuali consiglieri inseriti nella Giunta, che potrebbero addirittura far rientrare Angelo La Rosa: con il primo dei non eletti del Patto per il Territorio di Riccardo Gallo, ora grande oppositore di Zambuto, ci sarebbe un voto in più contro il sindaco. Tuttavia, pare che, proprio per tale ragione, nessuno degli assessori abbia mostrato l’intenzione, al momento, di cedere il proprio posto tra gli scranni dell’Aula Sollano, serbandosi, peraltro, la possibilità di un rientro in Consiglio, nell’eventualità di qualche altro rimpasto.

Patrizia PilatoIn attesa dell’attribuzione delle deleghe assessoriali, al momento rimane da registrare l’amarezza dell’ex assessore ai Servizi Sociali, Nino Amato, e il no comment dell’ex assessore ai Beni e alle Attività culturali, Patrizia Pilato.
“Prendiamo atto che il sindaco Zambuto ha deciso di fare a meno del suo ex partito, l’Udc – dichiara Nino Amato -; con consapevolezza proseguiremo il nostro impegno e la nostra esperienza all’opposizione, nell’interesse della città. Non comprendiamo di che colore sia questa Giunta, né la portata di questa scelta per il bene di Agrigento: non siamo in presenza di forze nuove e capaci di risolvere con la progettualità e l’individuazione di finanziamenti i problemi della città”. Amato nel tracciare un bilancio della sua esperienza in Giunta si dice soddisfatto di essere riuscito con successo a realizzare la riapertura del Parco Icori con un evento che ha coinvolto duemila studenti e di aver dimostrato in tal modo che si possono raggiungere dei risultati anche senza fondi, ma soltanto con una grande forza di volontà; ha ricordato anche i positivi riscontri del Presepe di Montaperto, giunto alla sua VI edizione, che ha visto la presenza media di dodicimila visitatori e che è citato tra i tre Presepi più belli di Sicilia, assieme a Custonaci e Aci Sant’Antonio; Amato ha tenuto a ricordare che si trova già alla firma del dirigente di settore il bando di gara per la concessione della farmacia comunale, che assicurerà fondi ogni anno alle casse comunali e una sede farmaceutica a Monserrato; infine la sua battaglia per una più giusta perequazione dei fondi per i distretti sociosanitari.
“Non mi sento oggi di fare alcuna dichiarazione – è la risposta secca di Patrizia Pilato, la quale continuerà a svolgere con lo stesso impegno e la medesima passione la sua professione. Pilato, che è dirigente scolastico dell’Istituto Foderà, in merito alla sua ultima avventura in Giunta, si limita a chiarire di “aver offerto un contributo al servizio della collettività sulla base dell’esperienza professionale maturata nel tempo”.

Anna Maria Scicolone

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