Agrigento e quell’amaro sapore di beffa che continua a vagheggiare nell’aria

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Nell’autunno che inizia, con problemi vecchi e nuovi, la città sembra guardare con ansia e sospetto  tuttò ciò che la politica  offre, compresa la “cotta” del sindaco Zambuto per Matteo Renzi

Marco ZambutoOrmai la stagione estiva volge al termine e ci si aspetta una ripresa dell’attività amministrativa a livello locale e regionale. Invero, la politica non è mai andata in vacanza, anche per il fatto che a Roma ha mantenuto desta l’attenzione la vicenda Berlusconi, con tutti i suoi strascichi di polemiche. Ancora oggi i temi sono quelli di due mesi fa: crisi, iva al 22 per cento, recupero di fondi con nuove tasse, possibili dimissioni in massa del centrodestra, conseguenze politiche della sentenza della Cassazione che conferma la condanna del premier della rinata Forza Italia.

Sullo sfondo, un precario Partito democratico in equilibrio su un filo tenuto in piedi in nome di un Governo di larghe intese, che propende sulla sponda dei ricatti, piuttosto che sulle reali esigenze di ripresa del Paese e sulle misure per fronteggiare una devastante situazione occupazionale, che contrae pesantemente i consumi e immobilizza l’economia. Non meno confusa e allarmante è la condizione di stabilità del Governo Crocetta, la cui crisi ha raggiunto l’apice in questi giorni con l’ufficializzazione di una spaccatura tra il Pd e il Governatore siciliano e la lobby che lo sostiene. Il pericolo è noto ed è quello di sentirsi tacciati di voler combattere l’antimafia, rappresentata da Crocetta e company a pieno titolo. Tuttavia, se anche si volesse credere alla rivoluzione dell’ex sindaco di Gela, e si dovesse fare i conti delle concrete azioni di cambiamento poste in essere dal suo Governo, non può non inquietare la scelta del segretario Pd, Lupo, di mollare la presa in un momento così difficile per la storia siciliana e nazionale e le accuse palesi lanciate sul mancato rispetto delle azioni di programma e di un accentramento di potere che non lascia spazio ad alcun confronto democratico . Lascia basiti, poi, che gli stessi che si erano rimessi alla volontà del partito, oggi ancora siedono in Giunta con l’obiettivo di portare avanti le iniziative intraprese in seno ai rispettivi assessorati. Le poltrone non c’entrano, tengono a precisare, eppure il dubbio appare legittimo, se si considerano le deboli risposte e gli interrogativi ancora aperti di fronte alle continue emergenze. Che cosa accadrà è difficile da prevedere, anche alla luce di un annunciato rimpasto che oggi sembrerebbe incomprensibile. Quanti altri scossoni dovrà subire ancora la Sicilia? Intanto il clima di campagna elettorale, che ha contagiato inevitabilmente la nostra Isola, non giova né al territorio né alla politica, ma soprattutto continua ad alimentare il disagio dei cittadini, che più che ricambi di poltrone attendono soluzioni ai problemi. A livello locale, mentre si guarda con ansia o sospetto ad ogni vicenda politica romana o palermitana, si assiste a movimenti, incontri, riunioni, assemblee a tutto spiano, quasi che si pretenda di conoscersi in faccia e contarsi in vista di un nuovo fronte. Già nei mesi scorsi abbiamo visto nascere associazioni nuove e movimenti, che hanno l’obiettivo di aggregare, creare consensi su temi specifici o far rinascere vecchie passioni. Il reclutamento è in atto, per la verifica degli effettivi riscontri ancora bisogna attendere. Certo la gente è la stessa di sempre, ma ora che si toccano alcuni nervi scoperti, per convincere bisogna agire con concretezza e la vecchia filosofia delle promesse non funziona come nel passato. Lo hanno dimostrato anche le ultime amministrative con le molte sorprese e gli esiti dalle distanze schizofreniche tra sindaci e liste. A tenere banco è certamente l’ennesimo capovolgimento di fronte del sindaco del comune capoluogo, Marco Zambuto, il quale pur essendo ancora “vagliato” dai vertici del Pd e non avendo ancora preso la tessera, continua a fare proseliti, ritenendosi il referente massimo locale di Matteo Renzi, candidato alla segreteria nazionale del Pd al prossimo congresso. Siamo certi che il sindaco di Firenze abbia studiato con cura la storia politica di Zambuto, che sembra avere avuto da sempre chiaro l’obiettivo della carriera personale. Eppure questa nuova sua fase politica, si apre in un momento non felice per l’attività politico-amministrativa, che quanto a traguardi può annoverarne ben pochi e anche questi abbastanza discutibili. La sua battaglia attualmente è concentrata sulla depurazione, sulle responsabilità di Girgenti Acque, sul caro-bollette, mentre l’ultimo fiore all’occhiello è l’operazione “di grande valore”portata a termine con la scelta di Dolce & Gabbana di una nuova collezione che omaggia i Templi, tra mandorli in fiore e rovine millenarie. L’autunno è alle porte con problemi vecchi e nuovi, con posizioni stantie e stravolgimenti che hanno purtroppo il sapore amaro dell’ennesima beffa a scapito dei cittadini. Qualche segnale di speranza è dato da quei gruppi di persone, che in silenzio, in modo autonomo, privo da condizionamenti, armati di coraggio, mettendosi in gioco in prima persona, investendo piccole somme di denaro, con una visione di futuro colma di speranza, stanno supplendo egregiamente alla parte pubblica, con gesti d’amore per il territorio che stanno contribuendo ad un risveglio delle coscienze e, in modo contagioso, ad un maggiore rispetto per il bene comune.

Anna Maria Scicolone

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