Agrigento, adesso, profuma di serie C

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Straordinaria prestazione dell’Akragas : 3 a 1 all’Esseneto contro il Pomigliano. Domenica prossima la finale play off serie D contro la Correggese.

akragas dueAlle 9.49 arriva la comunicazione ufficiale: Esseneto aperto a tutti su delibera della commissione pubblici spettacoli. Si chiude la frenetica “tre giorni” su una questione paradossale, con responsabilità da ripartire, in maniere differenti, tra Comune, Questura e società. Ma si passa finalmente al campo: già alle 14, a due ore dal calcio di inizio, le code intasano gli ingressi dei settori dello stadio. L’atmosfera è calda, una bolgia vera e propria. Non manca la protesta, con uno striscione adagiato sulle corsie della gradinata inveente contro il sindaco Marco Zambuto: “Tu in cinese e in polentone, noi in terrone: fa u to duviri e aggiusta u stadiu”, mentre dalla curva verrà esposto un telo bianco con la dicitura “Agrigento senza comune”.

L’Akragas entra nel riscaldamento con 12 uomini: si scalda pure Paladino, il che indica che i dubbi sulle condizioni di De Rossi non sono ancora sciolti. E il terzino romano non ce la farà: ¾ di difesa rivoluzionati, con Rigoli che schiera Parisi, Fontana, Astarita e Paladino davanti a Valenti. Centrocampo e attacco confermati, con Pellegrino, Assenzio e Aprile, e Arena, Savanarola e Saraniti. Il Pomigliano è speculare, anche se mister Seno dimostra immediatamente di temere le sovrapposizioni sulle fasce, chiedendo a Suriano e Panico costanti ripiegamenti difensivi. Al secondo minuto primo brivido, con Arena che taglia una punizione che termina tra le braccia di Di Costanzo. I primi minuti sono accesi, con il Pomigliano che si affaccia pericolosamente al 9. Al 15’ arriva il vantaggio granata: De Rosa, un nome una maledizione, sfonda in area di rigore, salta un molle Astarita e mette dentro, dove Esposito riesce a depositare in rete. Esseneto raggelato: rivediamo il gol del vantaggio ospite. L’Akragas risponde con un colpo di testa di Saraniti al 17’. Ma l’occasione più clamorosa arriva al minuto 19’, quando dopo un batti e ribatti Pellegrino si ritrova un campanile sulla testa che esalta il colpo di reni di Di Costanzo, che sradica dispotico il pallone dalla porta. Al 26’ sembra materializzarsi lo spettro della sconfitta, quando Saraniti impatta la traversa dopo un traversone di Fontana.

La legge dei grandi numeri suggerirebbe scaramanzie cabalistiche, con l’Akragas che risente sulle gambe la doppia occasione: Astarita sembra in trance negativa, ostentando rischi palla al piede costantemente sbagliati. Al 34’ Savanarola incrocia il destro, ma Di Costanzo si distende. Termina il primo tempo sullo 0-1. Benissimo, adesso azzerate tutto. Perché la ripresa è un’altra partita. L’Akragas parte a razzo e al sesto spiove un traversone stoppato con un braccio in area campana: l’arbitro esita, ma alla fine decreta il calcio di rigore. Arena rimane immobile 3 o 4 secondi dopo il fischio, si avvia alla rincorsa e calcia: Di Costanzo intuisce ma non riesce a opporsi! Gol del pari con brivido e tripudio biancoazzurro. L’Akragas intensifica i propri attacchi: al 15’ Arena prova un mancino inedito, Di Costanzo non trattiene, poi Savanarola si fa murare. Dagli sviluppi del corner è ancora l’11 a puntare l’uomo, arrivare al traversone e trovare Saraniti al terzo piano. È il gol che cambia tutto, il gol storico per l’Akragas.

Rivediamo il dribbling di Savanarola, supremo nell’uno contro uno nella ripresa, e lo stacco impressionante di Saraniti. il nove esce precauzionalmente al 27, al suo posto Nassi. Quest’ultimo non trova la zampata all’86 dopo un corner tagliato. Un minuto dopo un redivivo Astarita spacca gli equilibri, si proietta in avanti e scambia con Arena, mette un pallone in area che trova Savanarola, ancora sterzata e sinistro a giro che si insacca nell’angolino basso. Adesso è finita, è finale: l’Akragas chiude in tripudio, con l’ultima all’Esseneto bagnata dalla 26° vittoria di questa stagione straordinaria. In sala stampa Silvio Alessi si lascerà andare alla commozione, dedicando la vittoria al fratello, Giovanni, scomparso appena sei mesi fa.

Stagione straordinaria, con Rigoli che si mostra raggiante per l’impresa dei suoi uomini.
Adesso arriva la finale, con una chiosa doverosa. L’altra finalista, la Correggese, ha già usufruito del ripescaggio la scorsa estate. In termini regolamentari, non potrà rifarlo per il secondo anno consecutivo. Vincere la finale, significherebbe comunque sopravanzare tutti nella graduatoria del ripescaggio. L’anno scorso, tra Prima e Seconda Divisione, in Lega Pro non si iscrissero ben 8 società, mentre due anni fa addirittura 11. La riforma dei campionati e la C unica potrebbe mietere altre vittime. Agrigento, adesso, profuma di serie C.

fonte Vg teleacras

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