“A tutti i racalmutesi sepolti nel mondo”

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Da oggi una lapide li ricorda nel cimitero di Racalmuto. Perchè, però, non farla in marmo? L’iniziativa è comunque meritevole. Intanto, come ogni anno, il paese si prepara alla commemorazione dei defunti. Domani 1° novembre la messa al camposanto

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Racalmuto si prepara, come ogni anno, alla commemorazione dei defunti. Il piazzale antistante la chiesa di santa Maria è stracolmo di auto, non mancano i venditori di fiori e di lumini. Dei vigili urbani neanche l’ombra e, del resto, non potrebbe essere diversamente visto che ormai, il corpo di Polizia municipale di Racalmuto, è ridotto all’osso e nessuno ha pensato bene di incrementare le unità che lo compongono.

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Già da  qualche giorno molti cittadini, armati di scope, secchi e strofinacci, si sono recati al cimitero per pulire le tombe e addobbarle di fiori. Stracolme di rose, lilium, gerbere, le sepolture rivivono la loro festa. Non importa se alcune poi, per tutto l’anno, non avranno neanche una margherita o un lumino. Ma questa è l’usanza e l’apparire, a volte, prevarica i sentimenti. Fortunatamente non per tutti è così.

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Questa mattina è stata collocata una lapide, appena oltre l’ingresso del cimitero, che ricorda i tanti Racalmutesi che riposano in varie parti del mondo, lontani, anche da morti, dalla loro terra natìa. A fissarla, i custodi del camposanto e l’artigiano marmista Natale Conti che, storcendo la bocca e con faccia scura e ironica, ha aiutato nella collocazione. La lapide è in policarbonato, un materiale sintetico che non dovrebbe deteriorarsi nel tempo, ma che risulta stridere con la comune logica, non scritta, che prevede, per i luoghi di culto, il freddo e semplice marmo.

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Ma i tempi cambiano e anche per i nostri cari estinti si pretende un adeguamento ai nuovi costumi. L’ iniziativa, comunque, è meritevole; domani 1° novembre, dopo la processione delle 15,30 che partirà dal Palazzo comunale, il sindaco Emilio Messana accompagnato dagli assessori e dai consiglieri comunali –  deporrà una corona di fiori, inaugurando così la targa commemorativa.

Accontentiamoci, per oggi, della presenza dell’assessore alla Cultura e Turismo Salvatore Picone che oltre ad avere avuto l’idea, si è prodigato anche per la posa. Ma, come dicevo, il progresso impone nuove usanze e occorrerà, forse, riscrivere le poesie che così recitavano: “…veniva a meditare l’Alfieri che da quei marmi traeva l’unico conforto e l’unica speranza…”. Non più marmo a conforto, quindi, ma…  policarbonato.

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Le foto sono di Salvatore Alfano.

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