A Lampedusa, per raccontarvi la storica visita di Papa Francesco

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La grande attesa, nell’isola delle Pelagie, del Pontefice che renderà omaggio alle vittime del mare e celebrerà una messa dal cerimoniale semplice e sobrio, senza autorità politiche in prima fila

LAMPEDUSA dal nostro inviato

I volontari della Croce Rossa in attesa della partenzaDuecentocinque chilometri di mare separano Porto Empedocle da Lampedusa. L’imminente arrivo del Papa, previsto per la giornata di lunedì, paradossalmente fa apparire l’isola delle Pelagie così vicina e così lontana. Migliaia le richieste di partenza dallo scalo empedoclino, pochi in proporzione i fortunati che troveranno un posto sul ponte della piccola e datata Paolo Veronese, la vecchiotta motonave della Siremar. Il boom delle partenze è previsto per questa sera e, mai come questa volta, sono venute a galla le criticità dei trasporti che collegano Lampedusa alla nostra terraferma.

Nell’agenzia marittima del porto empedoclino, a pochi passi dalla maestosa torre di Carlo V, già da martedì scorso non si trovano più disponibili tagliandi per un posto sulla motonave. Papa Francesco ha preso, come ormai è suo costume, tutti in contropiede e ha mobilitato una provincia intera. Per fortuna le condizioni meteo del canale di sicilia in questi giorni hanno consegnato un mare calmo che ha permesso all’aliscafo di raggiungere senza difficoltà Lampedusa e dunque a diverse centinaia di persone di anticipare di qualche giorno la traversata verso l’isola delle tartarughe. Da Palermo presi d’assalto anche i voli aerei e molti, ci dicono fonti Lampedusane, anche le persone che hanno anticipato le vacanze sulle coste rocciose dell’isola provenienti da altre parti d’italia.

Quella a Lampedusa non è una solita visita di un Pontefice in qualsiasi città del mondo. Papa Francesco ha scelto, tra la sorpresa di tutti, isolani per primi, di fare un salto nella piattaforma naturale che rappresenta un punto di approdo per chi naviga nel Canale di Sicilia. Francesco vuole rendere omaggio alle vittime del mare, delle traversate impossibili e dei viaggi della speranza. Vuole toccare per mano i barconi e i relitti ancorati al Molo Favarolo, vuole abbracciare i migranti ospiti nel centro di accoglienza, vuole dare una parola di sollievo ai lampedusani che da anni sono impegnati a far fronte ad una emergenza sociale ed umanitaria dalle vaste proporzioni. Lampedusa da sola non ce la fa.

altTutti attendono dall’omelia di Francesco una indicazione chiara ai governanti. C’è attesa di conoscere le parole che il papa pronuncerà lunedì al campo sportivo, in una messa dal cerimoniale semplice e sobrio, senza autorità politiche in prima fila. Il papa vuole celebrare la santa messa tra le persone che ogni giorno vivono l’isola, tra i lampedusani, i migranti, gli operatori sanitari, sociali, le forze dell’ordine. Chi, insomma, vive il problema in prima persona e non, invece, chi fa spesso passerella e vetrina alla ricerca di titoloni di giornali e copertine di riviste.

Sono ore di attesa e di preparazione. Allestita la sala stampa presso il ristorante “La rotonda”, nella centrale Via Roma, che ospiterà centinaia di giornalisti, cineoperatori e fotografi accreditati dalla Curia di Agrigento per seguire da vicino lo storico evento. Da Lampedusa don Carmelo Petrone, direttore del settimanale L’Amico del popolo e responsabile dell’ufficio stampa dell’evento, continua a dare indicazioni alla stampa sulle modalità da seguire per raccontare la giornata lampedusana di Papa Bergoglio. Ma non tutti i giornalisti accreditati potranno seguire tutte le fasi della visita del Pontefice. La sala stampa del Vaticano ha imposto un limite sul numero dei giornalisti da autorizzare per seguire l’incontro sul Molo Favarolo tra il Papa e i migranti del centro di accoglienza. Solamente in quindici potranno immortalare da vicino questa parte importante della giornata. Invece saranno solamente 30 i cronisti che troveranno posto ed ospitalità sulle motovedette della Guardia di Finanza e dei Carabinieri per seguire la traversata del Papa da Cala Pisana al porto vecchio, con l’omaggio di fiori che il Pontefice farà alle vittime del mare. Chi saranno i fortunati giornalisti lo sapremo sul posto solo domenica, quando avverrà presumibilmente il sorteggio tra gli accreditati. Speriamo di poter far parte di questo privilegiato gruppo. Nessun limite invece per l’area stampa del campo sportivo e totale libertà di movimento al seguito del Papa anche durante la visita alla Parrocchia di San Gerlando.

Ritornando alla preparazione della trasferta collettiva in terra isolana, ieri sera la Siremar ha autorizzato una corsa straordinaria alla Paolo Veronese, facendo imbarcare soprattutto i mezzi di soccorso della Croce Rossa e i tir carichi di transenne, amplificazione e palco, rifornimenti alimentari. Stamattina è entrata al porto una motonave della Tirrenia, molto più grande del traghetto di linea, che porterà sull’isola gli ultimi passeggeri che hanno trovato il ticket. Una vera e propria invasione domenica e lunedì riempirà vicoli e stradine del comune delle Pelagie. Non c’è più un posto letto disponibile. Da segnalare, comunque, che i lampedusani, almeno per i posti letto delle case private, non hanno speculato sulla visita del Pontefice. Per loro, ma anche per noi, lunedì vuole essere una giornata di festa e di fede da ricordare per tutta la vita.

Giuseppe Piscopo

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